“Il mio obiettivo è quello di lasciare (me stesso) e di disperdere un mucchio di piaceri sulla tela”
Vassilj Kandiskij

 

Vassilj Kandiskij, nato a Mosca nel 1866, è considerato il padre dell’Astrattismo.  Dopo essersi laureato in legge decise di partire per Monaco (1895) per dedicarsi alla carriera artistica. Scelse questa cittàkan perché parlava il tedesco e soprattutto  perché si era affermata come un centro d’avanguardia per le arti visive.

L’Astrattismo mette a fuoco quel lungo processo già iniziato dagli Impressionisti ed Espressionisti, ovvero proiettare sulla tela le proprie emozioni senza alcun riferimento con la realtà circostante.

Questa spinta è stata data dal Romanticismo, prima del quale gli artisti dipingevano soltanto su commissione e non erano liberi di esprimere il loro io.

L’Astrattismo abolisce le banali imitazioni naturalistiche per attribuire all’arte il compito di trasmettere all’esterno il mondo interiore dell’artista. Di qui l’importante analogia tra pittura e musica, infatti quest’ultima pur essendo astratta lavora sul subconscio proprio come l’immagine di un dipinto.

Kandinskij, ottimo musicista, affermava di vedere i colori nella musica e suggeriva di prestare attenzione alla musica, poiché anche se non ci permette di vedere la realtà, i fiumi e tutto ciò che ci circonda, da sempre ci comunica emozioni. Allo stesso modo se la pittura si spoglia della realtà e si affida ai suoi due soli strumenti, forma e colore, potrà comunicare forti emozioni.

Il suo è un Astrattismo fortemente enigmatico, con attenzione agli aspetti spirituali dell’immagine (aspetto mistico) e quindi dell’esistenza. Al posto della geometria e della razionalità proprie di Mondrian, Kandinskij oppone macchie, segni, colori non puri e un linguaggio che sembra molto vicino a quello dei bambini.

La pittura non è un programma di conoscenza che si instaura facilmente nell’uomo adulto perché è condizionato da una “gabbia logica” la quale gli impone che il quadrato o le linee debbano essere in un certo modo.
Mentre i bambini non hanno tali condizionamenti, e quindi sono liberi di trasferire le loro emozioni sulla carta.

La pittura per l’artista russo è un’esperienza che parte da zero nel processo di apprendimento dell’uomo.

Per i pittori delle avanguardie la pittura non è decorativa, non ha scopo educativo-religioso, ma costituisce il mezzo attraverso il quale conoscere il mondo. L’emotività di Kandinskij è costruita e programmata con delle regole , le quali permettono di distinguere la sua arte dagli scarabocchi dei bambini.
Egli teorizza che c’è una corrispondenza tra le forme dei segni e quelle delle macchie con i colori che utilizza. Quindi le immagini suggeriscono emozioni specifiche a secondo della combinazione tra colore e forme. Quest’ultime esaltano le emozioni suscitate dai colori caldi e da quelli freddi.

I colori caldi vengono esaltati dalle forme che tendono al circolare, per esempio il sole, mentre i colori freddi, tra i quali il blu, che viene impiegato per la riflessione, la concentrazione ed è esaltato dalle figure triangolari, che possono avere una doppia direzione, il vertice in alto indica l’innalzamento dell’immagine e quindi quello spirituale, mentre verso il basso indica la volontà di approfondimento delle parti più nascoste delle immagini e quindi della realtà. L’arco segna sempre un passaggio, un accostamento, una relazione.

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Linee Nere (1913)

Kandinskij non sopportava il verde, in quanto era il colore legato alla borghesia compiaciuta da sé stessa.

In Linee Nere (1913), dipinge ovali ondeggianti e colorati attraversati da pennellate animate, si tratta di uno dei primi dipinti pienamente astratti dell’arista moscovita.

Sottili strisce nere che sembrano delle improvvise scariche di energia, che creano movimento e tensione solcando le macchie ovali di colore, simili ad un susseguirsi di esplosioni sonore. Vivo, presente quasi tangibile, il collegamento tra pittura e musica. Dopo aver impresso la tela nella nostra mente, se chiudiamo gli occhi e lasciamo spazio al nostro cuore e alla nostra anima ci sembrerà di ascoltare una melodia.

La rete di linee agitate indica un grafico, dotato di una sensibile bidimensionalità , mentre le vibranti forme galleggianti dalle tonalità vivaci suggeriscono varie profondità spaziali.

L’artista non distende il colore, creando così tonalità diverse dello stesso e suggerendo una  tridimensionalità. Le macchie sono delle forme che tendono ad occupare lo spazio. Forme che si allargano in un vuoto non uniforme costituito dal fondo chiaro della tela.

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Scheda tecnica

Vassilj Kandiskij (1866-1944)

Linee Nere (Schwarze Linien), Germania, Dicembre  1913. Olio su tela, (129.4 × 131.1 cm)

Solomon R. Guggenheim Museum, New York.